Un cliente entra in studio e mi dice:
“Avvocato, ma davvero oggi posso fare separazione e divorzio insieme?”
Sì.
Ma “insieme” non significa che il matrimonio si sciolga il giorno stesso in cui depositiamo il ricorso.
Il famoso “separorzio” è semplicemente la possibilità di presentare nello stesso procedimento sia la domanda di separazione sia quella di divorzio.
Il Tribunale di Milano ha ormai modelli e indicazioni operative specifiche proprio per questo tipo di domanda cumulata.
Quindi evito due cause?
In molti casi, sì.
Ed è questo il vero vantaggio.
Prima si depositava la separazione.
Poi si aspettava il tempo previsto dalla legge.
Poi si apriva un nuovo procedimento per il divorzio.
Oggi, invece, le due domande possono essere inserite nello stesso ricorso.
Il procedimento parte con la separazione.
Quando maturano i presupposti per il divorzio, il giudizio prosegue anche su quella domanda.
In sostanza:
un fascicolo, due fasi.
“Allora divorzio subito?”
No.
Questo è l’equivoco principale.
I termini previsti dalla legge restano.
La domanda di divorzio può essere proposta insieme a quella di separazione, ma il divorzio potrà essere pronunciato solo quando sarà decorso il periodo richiesto.
Quindi il “separorzio” non accorcia magicamente i tempi legali.
Evita però di ricominciare tutto da capo.
Perché può essere utile?
Per una ragione molto semplice:
riduce duplicazioni.
Nuovo ricorso.
Nuovo fascicolo.
Nuova documentazione.
Nuova organizzazione processuale.
Quando separazione e divorzio sono destinati a seguire la stessa linea, poterli gestire nello stesso procedimento può rendere tutto più ordinato.
E, soprattutto nei casi consensuali, più snello.
Ma le condizioni restano sempre uguali?
Non necessariamente.
Tra separazione e divorzio possono cambiare molte cose.
Redditi.
Casa.
Esigenze dei figli.
Organizzazione familiare.
Per questo il fatto che le due domande siano nello stesso procedimento non significa che le condizioni debbano essere identiche fino alla fine.
Il giudice deve comunque verificare la situazione esistente quando arriva il momento di pronunciarsi sul divorzio.
Un esempio
Una coppia si separa consensualmente.
Stabilisce mantenimento, tempi con i figli e gestione della casa.
Deposita contestualmente anche la domanda di divorzio.
Nei mesi successivi tutto resta stabile.
Una volta maturati i termini di legge, il procedimento può proseguire verso il divorzio senza dover partire con una nuova causa.
È qui che il sistema diventa davvero utile.
E nei contenziosi?
La possibilità esiste anche lì, ma ovviamente la gestione può diventare più complessa.
Se tra separazione e divorzio emergono nuove questioni o cambiano gli equilibri economici e familiari, il procedimento deve tenerne conto.
Il vantaggio resta quello di non frammentare inutilmente il contenzioso.
Ma “un solo procedimento” non significa necessariamente “procedimento semplice”.
La cosa importante da capire
Il separorzio non è un divorzio lampo.
È uno strumento processuale.
Serve a evitare duplicazioni e a rendere più lineare il passaggio dalla separazione al divorzio.
Ed è proprio per questo che, prima di usarlo, bisogna capire se è davvero adatto alla situazione concreta.
In poche parole
Sì: oggi separazione e divorzio possono essere chiesti nello stesso procedimento.
Ma restano due momenti giuridicamente distinti.
La separazione viene pronunciata prima.
Il divorzio dopo, quando maturano i presupposti di legge.
Il vero vantaggio è evitare di ricominciare tutto da capo.
Meno fascicoli.
Meno duplicazioni.
Più continuità.
E, quando il caso lo consente, un percorso molto più razionale.
Ogni situazione è diversa, e nei casi di separazione i dettagli fanno davvero la differenza.
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