Una cliente entra in studio con una cartellina piena di estratti conto.
Mi dice:
“Non ha mai smesso del tutto di pagare. Però per anni ha versato meno del dovuto. Io non ho fatto niente perché non volevo litigare ancora. Posso recuperare tutto adesso?”
La risposta è:
forse sì, ma non bisogna aspettare troppo.
Perché gli arretrati del mantenimento non restano esigibili per sempre.
Ogni mensilità ha il suo orologio
Il mantenimento viene pagato periodicamente.
E proprio per questo, in linea generale, ciascuna rata si prescrive in cinque anni dalla sua scadenza.
Lo prevede l’art. 2948 c.c. per le prestazioni periodiche, e la giurisprudenza continua ad applicare questo termine ai ratei di mantenimento.
Quindi non si fa un unico conto partendo dalla data della separazione.
Si guarda mese per mese.
“Ma c’è una sentenza. Non vale dieci anni?”
È un dubbio comprensibile.
Il fatto che l’assegno sia previsto da una sentenza non trasforma automaticamente ogni rata futura in un credito soggetto alla prescrizione decennale.
La sentenza stabilisce l’obbligo.
Poi ogni mensilità matura nel tempo.
Per questo, salvo che sulla debenza di specifici ratei sia intervenuto un autonomo accertamento giudiziale passato in giudicato, il termine ordinariamente applicato resta quello quinquennale.
Facciamo un esempio semplice
Mantenimento: 600 euro al mese.
Dal 2020 l’ex coniuge versa solo 400.
Nel 2026 si decide finalmente di recuperare la differenza.
Non è detto che tutti gli arretrati dal 2020 siano ancora recuperabili.
Bisogna verificare quali rate siano prescritte e se nel frattempo siano stati inviati atti idonei a interrompere la prescrizione.
Ed è qui che una vecchia raccomandata o una diffida può diventare molto più importante di quanto sembrasse al momento.
E l’adeguamento ISTAT?
Altro grande classico.
“Non ha mai rivalutato l’assegno. Posso chiedere tutto adesso?”
Anche il credito derivante dalla rivalutazione segue, secondo la giurisprudenza di merito più recente, la stessa logica della prestazione principale: il diritto matura con le singole scadenze e si prescrive anch’esso nel termine quinquennale.
Quindi il famoso:
“Tanto poi facciamo i conti alla fine”
non è sempre una buona strategia.
La cosa da fare davvero
Se il mantenimento viene pagato male o solo in parte, conviene tenere un prospetto semplice.
Mese.
Importo dovuto.
Importo ricevuto.
Differenza.
Eventuale rivalutazione.
Sembra banale, ma dopo cinque anni può fare una differenza enorme.
In poche parole
Gli arretrati si possono recuperare.
Ma non bisogna lasciarli dormire per anni pensando che tanto restino lì per sempre.
Il tempo, in queste situazioni, conta.
E spesso il primo passo non è nemmeno fare causa.
È semplicemente capire:
quanto manca davvero, da quando, e quali somme sono ancora esigibili.
Ogni situazione è diversa, e nei casi di separazione i dettagli fanno davvero la differenza.
Se vuoi capire quali sono i tuoi diritti (prima di fare passi che potrebbero complicare le cose), puoi contattarmi:
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Perché in queste situazioni, sapere cosa fare cambia tutto. 💫


