Il mio ex non paga il mantenimento: cosa posso fare?

Lug 9, 2026

Una cliente arriva in studio con il telefono in mano.

Mi mostra una serie di messaggi.

“Questo mese non posso.”

“Appena riesco ti faccio il bonifico.”

“Tanto per i bambini pago già altre cose.”

Poi mi guarda:

“Sono quattro mesi che non versa il mantenimento. Cosa posso fare?”

La prima risposta è:

non devi limitarti ad aspettare.

Perché un assegno di mantenimento stabilito in un provvedimento o in un accordo valido non è una cifra facoltativa.

Non può decidere da solo di pagare meno

Questo è il primo punto.

Se il provvedimento stabilisce 700 euro al mese, l’obbligato non può autonomamente decidere:

“Questo mese ne verso 300.”

Oppure:

“Ti ho pagato le scarpe dei bambini, quindi tolgo 200 euro dall’assegno.”

Se ritiene che le proprie condizioni economiche siano cambiate, può chiedere una modifica.

Finché però quella modifica non interviene, l’obbligo resta quello stabilito.

E quindi cosa si può fare?

Dipende dalla situazione.

Si può procedere per recuperare gli arretrati attraverso gli strumenti esecutivi.

Ma oggi esiste anche uno strumento molto interessante quando l’inadempimento riguarda un contributo periodico.

L’art. 473-bis.37 c.p.c. prevede infatti il pagamento diretto da parte del terzo.

In sostanza, dopo la costituzione in mora e in presenza di un inadempimento di almeno trenta giorni, il creditore può notificare il titolo, per esempio al datore di lavoro o ad altro soggetto che corrisponda periodicamente somme al debitore, chiedendo che il pagamento venga effettuato direttamente.

Tradotto:

in determinate situazioni, invece di aspettare ogni mese che l’ex faccia il bonifico, si può arrivare alla fonte del reddito.

“Quindi posso farmi pagare direttamente dal datore di lavoro?”

Quando ne ricorrono i presupposti, sì.

Ed è uno strumento particolarmente efficace proprio nei casi di inadempimento ripetuto.

Il nuovo rito della famiglia ha voluto rafforzare gli strumenti di tutela economica: oltre al pagamento diretto del terzo, sono previste anche garanzie e, in presenza dei presupposti, misure sui beni del debitore.

Non significa che si utilizzi sempre tutto.

Significa che non siamo più costretti a ragionare soltanto in termini di:

“Aspettiamo e vediamo se il mese prossimo paga.”

E per gli arretrati?

Gli arretrati possono essere recuperati.

È importante però tenere traccia dei pagamenti mancanti.

Bonifici.

Estratti conto.

Messaggi.

Scadenze.

Importi versati solo in parte.

Una situazione chiara e documentata rende molto più semplice decidere quale strada utilizzare.

E se paga direttamente delle spese ai figli?

Qui nasce un classico conflitto.

“Non ho versato l’assegno, però ho pagato il corso di inglese.”

Il punto è che il genitore obbligato non può, in linea generale, modificare unilateralmente le modalità di adempimento stabilite nel titolo.

Mantenimento ordinario e spese ulteriori rispondono a logiche diverse.

E non ci si può fare giustizia da soli con compensazioni inventate sul momento.

C’è anche un profilo penale?

In alcune situazioni sì.

L’omesso adempimento degli obblighi economici familiari può assumere anche rilevanza penale.

La Cassazione penale ha ribadito nel 2025 che persino il mancato pagamento di determinate spese straordinarie previste dal titolo può integrare il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare.

E nel gennaio 2026 ha chiarito che non basta giustificare l’omesso versamento sostenendo di aver preferito adempiere volontariamente ad altre obbligazioni verso terzi: l’obbligo familiare ha un proprio preciso rango giuridico.

Naturalmente il profilo penale va valutato caso per caso.

Ma è importante sapere che la questione non è necessariamente solo civile.

La cosa che sconsiglio

Aspettare per mesi senza fare nulla perché:

“Magari si sistema.”

A volte succede.

Molto spesso, invece, l’arretrato cresce.

E con lui cresce anche il conflitto.

Se c’è una difficoltà temporanea reale, si può cercare una soluzione.

Se c’è un inadempimento sistematico, bisogna trattarlo per quello che è.

In poche parole

Se il mantenimento non viene pagato, non sei obbligato a restare in attesa.

Esistono strumenti per:

  • recuperare gli arretrati;
  • ottenere, in determinati casi, il pagamento direttamente da chi versa somme periodiche all’obbligato;
  • chiedere garanzie;
  • valutare eventuali ulteriori responsabilità.

La differenza la fa soprattutto una cosa:

intervenire prima che quattro mensilità diventino quattordici.

Ogni situazione è diversa, e nei casi di separazione i dettagli fanno davvero la differenza.
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