Una delle domande che merita un chiarimento definitivo è questa:
“Se prendo un assegno durante la separazione, continuerò a prenderlo anche dopo il divorzio?”
La risposta breve è: non necessariamente.
E capisco perché possa sembrare strano. Da fuori, separazione e divorzio sembrano due tappe dello stesso percorso. Giuridicamente, però, non funzionano nello stesso modo.
Durante la separazione siete ancora sposati
Questo è il primo punto da tenere a mente.
Con la separazione il matrimonio non finisce. Semplicemente, cambia il modo in cui continuate a stare dentro quel legame.
Per questo, se uno dei due coniugi è economicamente più debole, può essere previsto un assegno di mantenimento.
In questa fase si guarda ancora alla vita costruita insieme, al tenore di vita, ai redditi, al patrimonio e alla capacità di ciascuno di mantenersi.
Con il divorzio cambia tutto
Il divorzio, invece, chiude definitivamente il vincolo matrimoniale.
E qui cambia anche la logica dell’assegno.
Non basta dire:
“Io guadagno meno del mio ex.”
Bisogna capire perché.
Hai rallentato la carriera per occuparti dei figli?
Hai lasciato il lavoro?
Hai seguito il tuo coniuge nei suoi trasferimenti?
Hai contribuito alla famiglia in un modo che oggi ti rende economicamente più fragile?
Queste cose contano.
E contano molto.
Quindi l’assegno della separazione non si porta automaticamente dietro
Se oggi ricevi, per esempio, 800 euro al mese durante la separazione, non significa che quegli stessi 800 euro resteranno identici anche dopo il divorzio.
Quando si arriva al divorzio, la situazione viene valutata di nuovo.
L’assegno può essere confermato, modificato oppure non riconosciuto.
Per questo è pericoloso ragionare così:
“Tanto ormai l’assegno è stato stabilito.”
No. È stato stabilito per quella fase.
Il punto vero non è solo quanto guadagnate oggi
Molto spesso, quando una coppia si separa, si parte dalle dichiarazioni dei redditi.
Giusto.
Ma non basta.
La vera domanda è:
come siete arrivati alla situazione economica che avete oggi?
Perché c’è una bella differenza tra:
- due persone che hanno sempre lavorato entrambe, ma una guadagna più dell’altra;
- una persona che ha costruito una carriera mentre l’altra ha rallentato tutto per occuparsi della famiglia.
Sulla carta, magari, il risultato finale è lo stesso: uno guadagna molto e l’altro poco.
Ma la storia che c’è dietro è completamente diversa.
Facciamo un esempio
Immagina due coppie.
Nella prima, entrambi i coniugi hanno sempre lavorato, avuto una propria carriera e mantenuto una buona autonomia economica.
Nella seconda, uno dei due ha lasciato il lavoro per dieci anni per occuparsi dei figli, mentre l’altro ha potuto concentrarsi sulla propria professione.
Al momento del divorzio, entrambe le coppie possono avere una forte differenza di reddito.
Ma non è affatto detto che il giudice valuti le due situazioni nello stesso modo.
Ed è qui che la storia familiare diventa fondamentale.
Cosa significa, in concreto
Significa che durante la separazione non bisogna guardare solo alla cifra dell’assegno.
Bisogna ricostruire bene:
- chi ha lavorato e quanto;
- chi si è occupato dei figli;
- chi ha fatto rinunce;
- chi ha sostenuto maggiormente la vita familiare;
- come si è costruito il patrimonio della coppia.
Perché tutto questo può tornare importante dopo.
In poche parole
Separazione e divorzio non sono la stessa cosa.
E nemmeno i due assegni lo sono.
Durante la separazione il matrimonio esiste ancora.
Con il divorzio, invece, bisogna capire se esiste ancora una ragione giuridica per riconoscere un assegno e quale funzione debba avere.
La differenza può sembrare tecnica.
In realtà è molto concreta.
Perché può cambiare sensibilmente quello che riceverai — o quello che dovrai pagare — dopo il divorzio.
Ogni situazione è diversa, e nei casi di separazione i dettagli fanno davvero la differenza.
Se vuoi capire quali sono i tuoi diritti (prima di fare passi che potrebbero complicare le cose), puoi contattarmi:
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Perché in queste situazioni, sapere cosa fare cambia tutto. 💫


